Gli accumulatori
Nei sistemi fotovoltaici isolati l'immagazzinamento dell'energia viene, in genere, effettuato mediante accumulatori elettrochimici. La presenza di batterie d’ accumulo permette di far fronte a punte di carico, senza dover sovradimensionare i generatori, nonché di garantire la continuità dell'erogazione di energia, anche in caso di basso irraggiamento o guasto temporaneo dei generatori. Inoltre, la batteria di accumulo svolge, spesso, il compito di realizzare l'accoppiamento ottimo fra il generatore fotovoltaico e il resto dei sistema.
Un accumulatore, per essere idoneo all'impiego in un sistema fotovoltaico, deve possedere i seguenti requisiti: -elevata efficienza (definita come rapporto tra l'energia fornita e l'energia immagazzinata); -lunga durata in regime di frequenti cicli carica/scarica; elevata resistenza a grandi escursioni termiche (0-50'C);
- ridotta autoscarica;
- elevato rapporto capacità/volume;
- basso costo;
- scarsa manutenzione.
Le batterie che attualmente vengono utilizzate in impianti fotovoltaici e che in qualche misura rispondono alle caratteristiche su indicate sono quelle al piombo-acido.
Lo sviluppo tecnologico in questo settore, legato all'industria automobilistica, ha permesso di ottenere accumulatori al piombo-acido con bassa autoscarica, lunga vita (maggiore di 6 anni) e manutenzione ridotta (o addirittura nulla).
A differenza delle batterie impiegate nell'industria automobilistica, in cui gli elettrodi positivi sono realizzati con piastre a griglia, le batterie per impianti fotovoltaici sono realizzate anche con piastre positive tubolari a basso tenore di antimonio, che presentano il vantaggio di una limitata autoscarica.
Inoltre le batterie per impianti fotovoltaici sono dotate di tappi ricombinatori che permettono di recuperare l’idrogeno e l’ossigeno che si formano durante la carica, riducendo il consumo di acqua distillata e quindi la frequenza dei rabbocchi.